La mente nel processo penale è un manuale interdisciplinare rivolto a giuristi, psicologi, psichiatri, medici legali, criminologi e operatori forensi chiamati a comprendere e valutare conoscenze provenienti da discipline diverse.
Il volume esamina il rapporto tra metodo scientifico e prova penale, distinguendo il dato empirico, l'interpretazione dell'esperto e la decisione giuridica. La trattazione affronta la struttura della prova, la falsificabilità, l'errore, la causalità e il ragionevole dubbio, per poi sviluppare i fondamenti della psicologia generale e forense: percezione, attenzione, memoria, falsi ricordi, testimonianza, ricognizione, emozioni e bias decisionali.
Sono approfonditi criminologia, pena, vittimologia, psicopatologia forense, imputabilità, capacità processuale e accertamento psichiatrico. Un'ampia parte è dedicata alle neuroscienze forensi, alle basi neurali dell'azione volontaria, alle tecniche di neuroimaging e ai limiti delle inferenze che dal dato cerebrale pretendono di raggiungere la responsabilità giuridica.
Il manuale tratta inoltre medicina legale, traumatologia, tanatologia, prova biologica, DNA, bloodstain pattern analysis, responsabilità sanitaria, consenso informato, violenza domestica e di genere, violenza sessuale, parafilie, serialità criminale, figlicidio e omicidio familiare. I capitoli conclusivi analizzano intelligenza artificiale, algoritmi, neurotecnologie e neurodiritti.
Casi giudiziari, tavole, figure e schede operative mostrano come controllare l'affidabilità del metodo, la pertinenza del dato e la tenuta dell'inferenza. L'obiettivo è offrire un linguaggio comune: permettere al giurista di comprendere i presupposti clinici, biologici e neuroscientifici e al professionista sanitario di cogliere le categorie, le garanzie e i limiti del processo penale.