Amburgo Est. Magnus ha trentaquattro anni e non ricorda l'ultima volta che ha avuto freddo. Il Sistema calibra il suo caffè sui livelli di cortisolo, filtra i rumori inutili, anticipa ogni bisogno prima ancora che diventi domanda. Il tasso di soddisfazione dichiarata del suo Blocco è del 94,7%.
Poi, un giorno, Magnus fa un passo fuori sotto la pioggia vera. E incontra una bambina che stringe un cavallo di plastica rotto e si rifiuta di lasciarlo sostituire con uno migliore.
Latenza è il ritardo tra una cosa che accade e il momento in cui ce ne accorgiamo: il dolore che arriva mezzo secondo dopo la scottatura, il nome che ci raggiunge un attimo dopo il volto, il silenzio tra una domanda e una risposta sincera. La tecnologia lavora da sempre per azzerarlo. Ma è proprio in quello scarto che abita quasi tutto ciò che sappiamo dire di noi.
Questo romanzo racconta chi decide di riprendersi quel ritardo. Non eroi, ma persone che a un certo punto scelgono di tornare a inciampare - e che, lontano dalla rete che li classifica, provano a ricostruire qualcosa di imperfetto, condiviso e infrangibile.
Un romanzo di anticipazione sulla libertà di sentire, in un tempo in cui la levigatezza è il segno distintivo. Per chi ha ancora voglia di stringere forte le cose anche quando nessuno sa più dire perché.