Realtà provvisorie: sono gli spazi della follia, sempre prossimi al collasso. Identità destrutturate che seguono percorsi paralleli a quelli di una inafferrabile "normalità".La follia ha l'odore acre della bile, dei feromoni e dell'adrenalina. Ha l'odore dilaniante del terrore che diventa abitudine, della claustrofobia che diventa l'unico spazio di una vita che morde e graffia. Protagonista di questo romanzo, Ardilia, domestica di Leonarda Cianciulli, ci introduce nel mondo del grande manicomio, abitato da infermieri più o meno cortesi (come Giovanni Lindo Ferretti) e compagni di sventura più o meno noti, nei quali è possibile riconoscere, tra gli altri, Antonio Ligabue. C'era anche lui, in quegli anni, nell'enorme complesso manicomiale. Io invece non c'ero e ho inventato le loro storie basandomi solo remotamente sulle cronache.